Abbiamo rinvenuto questa informativa della polizia del tempo
:
«Racalmuto 5 agosto 1868 - Associazioni politico-miste.
«Riservata - Al sig. Ispettore di P.S. Girgenti.
«Dalle avute informazioni, esistono soltanto due loggie
(sic) Massoniche, una in Racalmuto diretta dal signor Gioacchino Savatteri ed
altra in Grotte diretta dal signor Vincenzo Simone, aventi scopo morale e
umanitaria, per come si ha mantenendosi nei limiti del proprio statuto, di cui
tuttora chi scrive non è potuto averne copia; come pure ignora i mezzi di cui
dispongono non che il numero dei soci e quindi di conseguenza la loro condotta
politica e morale, mentre poi l’Ufficio Scrivente non à nulla da osservare in
contrario sulla condotta politica e morale dei due detti Presidenti Savattieri
e Simone che la P.S. e il Pese ritiene onesti .... Il Delegato Mingo (?)»
«Racalmuto - Ufficio di P.S. - Dicembre 1870 - Relazione
politica riservata per i mandamenti di Racalmuto e Grotte ...
«Racalmuto: Non esistono nello stretto senso della parola
partiti politici, ma invece dei gruppi più o meno numerosi di varie opinioni.
Il primo è composto di uomini amanti delle attualità; il secondo, retrivo, con
a capo il clero, ed è il più numeroso; il terzo di principi spinti non è
ristrettissimo: tutti però mancanti di individualità positive alla testa, non
esercitano forte influenza sulla generalità dei cittadini, i quali sono alieni
dalla politica, tanto più che la Gioventù Civile, generalmente parlando, sanno
appena leggere e scrivere, e tranne qualche mese all’anno in cui accudiscono ai
propri affari di campagna, il rimanente lo passano nei giochi, e nell’ozio per
cui il paese non ha avvenire.
«Il partito che esiste realmente è tutto Municipale, ed è
diviso in due campi: il primo dominante composto dal Sindaco sig. Alaimo, dei
sig. Matrona, Picataggi, Abbate Chiarenza, Sferrazza, Savattieri, ed altri di
minor conto, il quale in verità ha dato una spinta di miglioramento al Comune
nelle Opere Pubbliche, ma non gode alcuna fiducia negli amministrati:
«Il secondo capitanato dai Signori Grillo, Farrauto,
Cavallaro ed altri, i quali riunito (?) quasi alla generalità dei Comunisti
accusano l’attuale Amministrazione Comunale di arbitri, rubberie (sic) ed
intrighi negli appalti; e ciò specialmente pei maneggi dei Matrona e Chiarenza
per cui si agogna lo scioglimento del Consiglio composto per lo più da uomini
inetti e deboli, come si asserisce.
«Si lagna pure politicamente il pubblico delle deferenze e
ruberie del Ispettore dell’Annona Cavallaro Calogero desiderandosi perciò che
gli venga tolto l’incarico.
«La popolazione nella generalità è docile, ed ha di che
comodamente vivere coi lavori agricoli, e più specialmente l’industria delle
zolfare, però è proclive piuttosto all’ozio, e la massa ha una certa tendenza
ai reati di sangue ed alle grassazioni, ma si è sommamente modificata dal
1860 in qua, colla leva, con la penale e specialmente coll’attività, ed impegno
delle autorità preposte al mantenimento dell’ordine pubblico. [...]»
In altro fascicolo (n.° 24) rinveniamo:
«Racalmuto 14 aprile 1872 - Mene repubblicane - Dal delegato
di Sicurezza pubblica di Racalmuto.
«Qui sono pochi che sentono una devozione alla memoria
dell’estinto Giuseppe Mazzini, e questi pochi sono troppo onesti da non
lasciarsi convincere dalle voci sovversive che potrebbero far correre talune
vecchie masserizie borboniche-clericali.
«Trovo al contrario che il pretume ed i borbonici, che sino
ad ieri tenevano la via dell’indifferentismo, pare che abbiano levato il capo
dopo l’arrivo in Girgenti di Mons. Turano, e sperano nel prossimo trionfo della
religione e della Chiesa.
«Il Turano è qui aspettato, e sarei d’avviso che sia
impedita ogni manifestazione di piazza, giacché reputo che se non non represse
possono produrre tristi conseguenze.»
«Racalmuto 20 giugno 1868 - “Loggie Massoniche”.
«La loggia Massonica di Racalmuto come pure quella di
Grotte, fino dai primi di ottobre decorso, fu per ordine del Grande
Oriente di Palermo fatta sciogliere.
«Tanto le significo in riscontro al contrassegnato di Lei
foglio. - Il Delegato di Sicurezza pubblica all’Ispettore di P.S. di Girgenti.»
«Racalmuto 9 dicembre 1871 - Mene Mazziniane.
«In questo mandamento, e molto più in Racalmuto, non ci sono
uomini che s’ispirano a massime Mazziniane, e le opere dello stesso Giuseppe
Mazzini vengono osservate più dal lato letterario, che dal lato politico. Né
qui le dottrine dell’internazionale allignano, giacché la parte Signorile
occupasi del miglioramento della sua proprietà, ed il popolo minuto, composto
di picconieri e contadini, vive di non iscarsa fortuna, e si mantiene alieno a
qualunque idea politica; che d’altronde non sarebbe compresa, in qualunque
senso gli si volesse presentare, attesa la crassa ignoranza in cui vive.
«Delegato di Sicurezza Pubblica di Racalmuto - al Prefetto
di Girgenti - Il delegato Salonico (?)»
Chi avrà avuto pazienza e seguito questa sfilza di
citazioni, avrà chiaro che i fratelli Savatteri bazzicarono sì la
massoneria, ma con tanta accortezza e tanta deferenza verso le
autorità da averne il plauso alla fin fine non troppo scoperto. Le
rappresentazioni teatrali - nei locali di loro proprietà, se non andiamo errati
- avevano più valore prossenetico, alla stregua di quanto avverrà negli anni 50
di questo secolo nel teatrino della Matrice, che vero peso propagandistico di
chissà quali idee rivoluzionarie, o mene mazziniane, per usare il linguaggio
del delegato di Sicurezza Pubblica.
I Savatteri avevano una concessione mineraria a
Gibillini, che nel 1886 risultava inattiva (cfr. Rivista del Servizio Minerario
- anno 1886). Dopo, con Gioacchino Savatteri - sindaco defenestrato,
alter ego dei Matrona - il declino di quella famiglia fu inarrestabile, anche
per il tracollo degli affari minerari. Con Eugenio Napoleone Messana - nipote
per parte di madre - e con il prof. Calogero Savatteri, le sorti tornarono
favorevoli e la famiglia gode oggi di incontrastato rispetto. Quanto al Circolo
Unione, la potente famiglia vi fu massicciamente presente nell’Ottocento. Con
il declino economico, anche quello presso il pretenzioso sodalizio. La vicenda
dei nostri giorni ha ben altra valenza per consentire cifre nobiliari nelle
valutazioni e negli apprezzamenti.
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