Questa qui non è mistificazione?
https://www.youtube.com/watch?v=PECKVrYtgTk
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Non trascorrono molte ore e il cronista nisseno cerca di completare i riferimenti al Giornale di Sicilia sui fatti di Riesi occorsi alle ore 11 del giorno precedente: è il 9 ottobre del 1919.
https://www.youtube.com/watch?v=PECKVrYtgTk
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Non trascorrono molte ore e il cronista nisseno cerca di completare i riferimenti al Giornale di Sicilia sui fatti di Riesi occorsi alle ore 11 del giorno precedente: è il 9 ottobre del 1919.
Faticando molto, siamo riusciti a trascrivere il fotogramma del microfilm del giornale siciliano.
Vorremmo che foste voi, senza intermediazione alcuna, a trarre il succo da una siffatta concisa ma lucida corrispondenza.
Noi ci siamo molto soffermati sul particolare che artefici del bene e del male di quel giorno furono i Carabinieri, coadiuvati da un nucleo sparuto di inesperti soldati. Emerge charissimamente che ad iniziare a sparare contro la folla furono loro: i carabinieri. Stranissimo, in cronache successive, in rievocazioni paesane, nel veemente attacco del Li Causi, nelle celebrazioni di Riesi dei primi
anni 2000, negli studi seri del Casarrubea, in quelli pasticciati della Cernigoi, nelle esaltazioni cinematografiche, nelle lugubri messe in scena del Lucarelli televisivo, in tante corrispondenze di
aspiranti giornalisti, questo particolare viene del tutto pretermesso. Nessuno infatti può pensare che un giovane commissario si possa permettere di dare ordini alla benemerita arma di aprire il fuoco contro una inerme folla sia pure tumultuante. Non è elemento questo da rendere inaccettabile che ad essere responsabile di quell'esecrabile eccidio fosse il giovanissimo ed imberbe commissario Ettore Messana? Come dire Ettore Messana non c'entrò. Solenne infamia quella di volerlo a tutti i costi calunniarlo.
Non è giunto il momento di fare ammenda di tutta la diffamazione a mezzo stampa, blog, cinematografo e lugubri aggettivazioni del Lucarelli (sarà un caso, quella trasmissione del 2005 non ci sta più in You Tube o aggeggi analoghi)?
La famiglia Messana ha subìto, sta ancora subendo, danni, disagi, colpevolizzazioni, denigrazioni per una così concertata e martellata diffamazione. Nessuno deve pagare? manco il periferico e pur edotto dei fatti, il giornaletto racalmutese di Sciascia MALGRADO TUTTO?
Per aggiunta e suggello, ecco che veniamo a sapere che le mitragliatrici vengono dopo, ad eccidio consumato: nessun ordine poté dare al sottotenentino Di Caro il nostro gr. uff. comm. dell'ordine dei
santi Maurizio e Lazzaro, ispettore generale di P.S., dottore Ettore Messana.
Carta canta!!!
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Caltanissetta 9, giorno
"I fatti i Riesi per quanto su essi siano sulle prime notizie
alquanto esagerate pure rivestono una gravità non comune.
Ve ne mando i particolari nel modo più succinto.
Riesi è stato sempre uno dei centri di questa provincia che
ha dato non poche volte da dire alle autorità politiche e di pubblica sicurezza
dando sovente campo a noi cronisti di intrattenerci delle condizioni poco
tranquille della pubblica sicurezza: difatti reati audacemente rari nella
storia criminale sono colà avvenuti e non è la prima volta che dimostrazioni ed
agitazioni sono degenerate in conflitto.
Le agitazioni minerarie poi hanno sempre trovato modo di
allignare e di prosperare anche perché la politica di Riesi deve far capolino
in tutto.
Tra i maggiorenti anche il disaccordo è regnato sovrano per
quanto il deputato del collegio, on. Pasqualino, abbia sempre messo in opera
tutti i mezzi perché il pubblico interesse negli uomini pubblici fosse sempre l’ideale
da raggiungere.
Parecchi anni fa tal Giuseppe Butera, una specie di
mattoide, messosi a capo di alquanti incoscienti provocò dei moti gravissimi e
si arrivò persino alla proclamazione della repubblica Riesina!
Poi venne la guerra e gli odii restarono sopiti mentre Riesi
dava un contingente altissimo alla diserzione dando i Tofalo, i Carlino e
compagnia bella; bisogna però riconoscere che la maggioranza di quella
cittadina è composta di gente per bene, ma intanto basta qualche centinaio di
illusi e di sconsigliati perché un intero centro resti in convulsione.
Da qualche settimana a Riesi dunque spirava vento di fronda,
e ciò nonostante per volere di chi sta in alto tutta la forza disponibile della
Provincia di Caltanissetta e el capoluogo era stata distaccata a Roma – a quanto
se ne dice – perché l’ordine pubblico della capitale così esigeva.
Di modo che i tumulti di ieri hanno trovata la cittadina
sguarnita di forza in modo quasi assoluto giacché la forza non si improvvisa
specie quando niente affatto tranquilla era la situazione a Caltanissetta, a
Terranova, a Castrogiovanni e in molti altri paesi dove l’agitazione agraria è
assai intensa e gravida di pericoli.
Anzi su proposta del Prefetto pochi giorni fa il Ministero
ha mandato qui il comm. Lonardone ispettore generale del Ministero della
Agricoltura per la composizione delle vertenze agrarie in Provincia.
Intanto così l’on. Pasqualino come l’on. Colaianni e l’on.
Lo Piano non avevano taciuto assieme al Prefetto la situazione della Provincia,
che ha finalmente bisogno dopo tanti anni di incuria e di indifferenza ogni provvida
cura giacché le nostre popolazioni sono assetate di giustizia e di equità.
Fatto sta che nelle scorse settimane la situazione a Riesi
parve – lo era effettivamente – peggiorata, avvennero degli incidenti gravi la
cui trasmissione non ci fu permessa e si procedette all’arresto del Giuseppe
Butera e di altri capoccia del socialismo cosi detto ufficiale.
Come vi dissi, la politica ha fatto il resto di tal che si è
andata rapidamente in questi ultimi giorni creata a Riesi una posizione
veramente eccezionale e da destare l’allarme nella cittadinanza e da
preoccupare le autorità.
L’on. Pasqualino proprio oggi doveva recarsi a Riesi dove
egli è tanto benvoluto e stimato, appunto per mettere in opera il suo ascendente
presso quella popolazione onde indurla alla quiete ed alla tranquillità.
Ma aveva preferito fare prima una corsa a Castrogiovanni per
abbracciarsi con l’on. Colaianni che intanto non lascia mezzi intentati per
comporre le vertenze di indole economica
nei paesi del suo collegio.
Dimenticavo dirvi che a Riesi da tempo per dimissioni di
parecchi dei suoi membri quel Consiglio Comunale è stato sciolto e l‘amministrazione
della cosa pubblica è deposta nelle mani di un R. Commissario, il cav. Scicolone,
coadiuvato dal signor Grasso.
Si è cercato di togliere ogni pretesto a quelle masse illuse
e fuorviate e financo l’approvvigionamento del
grano è proceduto in modo assolutamente eccezionale, un vero e proprio
trattamento di favore.
Ma il pretesto è stato trovato lo stesso e ieri di giorno
verso le 11 si iniziarono le prime dimostrazioni che assunsero ben presto il
carattere di una violenta ribellione.
La pazienza dei pochi carabinieri fu messa a dura prova;
qualche soldato fu sputato e preso a sassate e quando fu tentato di disarmarli
e quando di certo avrebbero avuto la peggio fecero fuoco e caddero mezza
dozzina e forse più di morti.
Grida e lamenti dimostrarono che c’erano anche dei feriti e
non pochi.
La esasperazione della folla inviperita e delle donne raggiunse
presto il colmo e la forza impotente dovette ritirarsi lasciando la
cittadinanza in balia dei rivoltosi.
Sono partiti da qui camions con mitragliatrici e forza in
gran numero e si conta di sapere la vera ragione o meglio la causa occasionale
della rivolta sanguinosa.
Intanto l’autorità giudiziaria ha aperto una inchiesta per
accertare le singole responsabilità; parecchi
arresti sono stati già operati e pare che moltissimi altri ne seguiranno.
Appena noti i nomi dei morti e dei feriti ve ne informerò e
vi invierò altri particolari. 0ve sarà il caso.
Si sa che i rivoltosi furono poche centinaia di contadini
che sono rimasti padroni della città; tutte le comunicazioni, anche quelle
telegrafiche, sono interrotte; da Palermo sono stati inviati considerevoli
rinforzi
La impressione per i fatti avvenuti è delle più dolorose e
si spera che l’ordine e la calma possano presto tornare. "
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