sabato 6 febbraio 2016


Di norma è sopra la cultura che sta tanto, ma ad averla! Di norma donne e preti non son mai poeti, figurarsi librarsi dentro le superiorità della cultura trascendenti il vacuo scrivere o il femmineo sognare. Alla signora Brigida rendo noto che vengo provocato in casa. Un sollazzo per un dadaista (vi sommergeremo in un mare di ridicolo) che per di più oltre le ottanta primavere ama pur anco also sprach Zarathustra di un tale ostativo della guepière di ardua pronuncia quale Friedrich Nietzsche. Il mio codicillo? Un provocatore quale fui e sono con cede mai l'ultima parola.

 

 "Zarathustra dormì a lungo, sì che non soltanto il lume rosso dell'aurora passò sul suo viso, ma anche il mattino. E presto il suo occhio si aprì: con stupore Zarathustra guardò nella foresta e nel silenzio, con stupore guardò entro se stesso. Poi si alzò di scatto, come un navigatore che all'improvviso vede la terra e mandò un grido di giubilo: poiché sorgeva una nuova verità. E allora così parlò al suo cuore: - 'Mi si apre una luce: ho bisogno di compagni, ma vivi, non compagni morti e cadaveri che io porto con me dove voglio./ Ho bisogno di compagni vivi che mi seguano perché essi stessi lo vogliono, e che mi seguano la dove io voglio recarmi./ Una luce mi si è fatta dentro; Zarathustra non parla alla folla ma a compagni di cammino! Zarathustra non deve diventare il pastore e il cane di un gregge!/  Persuadere molti ad abbandonare il gregge: ecco lo scopo per cui sono venuto. La folla e il gregge debbono serbarmi rancore, e Zarathustra sarà chiamato brigante dei pastori./ Ho detto pastori, ma essi chiamano se stessi i buoni, i giusti. Ho detto pastori: ma essi si chiamano credenti della giusta fede./ Guardate quei buoni, e quei giusti! Chi è che essi odiano di più? Quello che rompe le loro tavole dei valori, l'infrangitore, il malfattore: ma egli è colui che crea./ Colui che crea cerca compagni e non cadaveri, e nemmeno greggi e credenti. Il creatore cerca uomini che creino con lui. Uomini che scrivani nuovi valori sulle tavole. …..

 

 [segue dopo le correzioni dattilografiche]

Verrò a questo punto rampognato: ma tu vuoi dileggiare la signora Ornella Pennacchioni?  No! assolutamente no! Solo che ho nostalgia dei suoi prischi tremori femminei. Ha penna che prodighi dei le hanno appuntita, lieve maliarda. Bramerei suoi empiti blasfemi tremolanti maniaci derelitti soavi, quali penso una donna depurata finalmente della sua fecondità volge all’abbraccio di uomini e sogni senza alcun pudore. Una mia maschilistica fisima. Tuto qui.

Dottore Calogero Taverna

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